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Rotta Balcanica- la nostra lettera ai parlamentari europei e le risposte ricevute

Abbiamo inviato come Associazione una lettera ai nostri parlamentari europei per sollecitare un loro interessamento a proposito delle brutture che quotidianamente avvengono sulla Rotta Balcanica.

Vi riproponiamo il testo della lettera e, a seguire, le risposte che abbiamo ricevuto.

 

 

Associazione Percorsi di pace
Casalecchio di Reno 09-04-2021
Gentile Onorevole,
chi le scrive è una piccola associazione di Casalecchio di Reno (Bologna), Percorsi di pace. Gestiamo la
Casa per la pace “La Filanda”, proponiamo sul territorio iniziative legate alla solidarietà, alla nonviolenza,
all’educazione alla pace, ai diritti umani, all’inclusione e all’economia solidale, attraverso tante proposte
rivolte ai cittadini e principalmente alla scuola.
L’associazione è nata negli anni ‘90, dopo la partecipazione di alcuni di noi alla “Marcia dei 500” contro
la guerra nella ex Jugoslavia e ci siamo impegnati, con tutta Casalecchio, alla ricostruzione dell’Ospedale
pediatrico di Sarajevo.
Siamo rimasti molto legati a quella città e a quelle terre, divise poi in tante nazioni, e non possiamo oggi
rimanere insensibili alla situazione dei migranti, che si è determinata in Bosnia e sulla cosiddetta rotta
balcanica. Ci siamo documentati su questa emergenza umanitaria, abbiamo ascoltato la diretta
testimonianza dell’Onorevole Moretti, siamo andati a vedere con i nostri occhi quello che sta succedendo
alle nostre frontiere, in Slovenia e Croazia, nei campi organizzati e spontanei in Bosnia, ed abbiamo deciso
di agire.
Non potendo, in questa situazione sanitaria, scendere in piazza e testimoniare, sia pure in modo
nonviolento, la nostra contrarietà verso la politica europea su questo tema e, in genere, su tutta la gestione
delle immigrazioni, abbiamo deciso di digiunare a staffetta, continuando con questa azione per tutto il
tempo possibile. Dal 21 marzo, giornata dedicata dalla nostra associazione all’educazione alla pace, due
persone al giorno stanno digiunando per 24 ore: un digiuno come pratica politica e come forma di protesta,
perché torni il rispetto del diritto internazionale e si ponga fine a questa drammatica situazione umanitaria.
Chiediamo che la Commissione e il Parlamento europeo pongano immediatamente fine ai
respingimenti illegali dall’Italia, dalla Slovenia, dalla Croazia, fatti senza verificare la condizione individuale
di migranti, per lo più in diritto di ottenere asilo e protezione umanitaria e che siano sanzionate
ufficialmente le pratiche frequenti di violenza, tortura, sopraffazione messe in atto dalla polizia croata.
Chiediamo inoltre che sia effettuata una missione umanitaria europea con il coinvolgimento
dell’UNHCR e che si affronti l’emergenza, mediante l’attivazione di un programma di evacuazione
umanitaria e di ricollocamento dei migranti in tutti i paesi dell’Unione Europea, soprattutto pensando ai
tanti bambini senza genitori.
Occorre infine, che siano individuate soluzioni capaci di dotare la Bosnia Erzegovina di un effettivo
sistema di accoglienza e protezione dei rifugiati e che sia consentito ad associazioni solidali ed ONG di
portare concreto aiuto alle persone coinvolte in questa gravissima emergenza.
Centinaia di donne e uomini di questo territorio le chiedono di non voltare la testa dall’altra parte e di
farsi parte attiva, perché siano rispettati valori fondativi dell’Europa, come il diritto internazionale ed
umanitario, la solidarietà, l’accoglienza. In una drammatica situazione di incertezza come quella che oggi
viviamo, crediamo infatti che, solo un rinnovato codice politico e morale, possa tenere insieme l’Unione
Europea e dare speranza alle nuove generazioni.
Grazie dell’attenzione e di ciò che vorrà fare .
Il Presidente di Percorsi di pace

 

Da Elisabetta Gualmini

Gentile Presidente

la ringrazio moltissimo della sua lettera che ho molto apprezzato. Anche se non sono riuscita per altri impegni a recarmi fisicamente in Bosnia con i miei colleghi, sto lavorando molto sul tema immigrazione.

Condivido la vostra posizione, i respingimenti dall'Italia sono completamente illegali, devono cessare. Ci siamo mossi a livello europeo per chiedere numerosi cambiamenti sulle politiche migratorie. La prima cosa sarebbe l'approvazione della revisione del Regolamento di Dublino già votata dal Parlamento ma ferma nel Consiglio dove ci sono gli Stati e poi abbiamo chiesto più e più volte i corridoi umanitari.

Speriamo dunque che si possa presto arrivare ad una svolta.

Ero anche a conoscenza della vostra iniziativa sui digiuni.

Teniamoci dunque in contatto; io sono a disposizione per qualsiasi cosa.

Cordialmente

Elisabetta Gualmini (Europarlamentare)

 

 

Da Pierfancesco Majorino

La ringrazio della lettera.

Che immagino essere inviata genericamente (e giustamente) a tutti i parlamentari. Ovviamente dall'inizio del mandato sto portando avanti, assieme ad altri colleghi, svariate iniziative nella direzione da voi auspicata.

Condivido le vostre valutazioni

Un caro saluto,

Pierfrancesco Majorino

 

 

Da Giuliano Pisapia

Gentile Associazione

Ho letto con grande attenzione il suo messaggio e la ringrazio per il prezioso contributo.

Purtroppo, siamo ben consci della grave situazione umanitaria nei Balcani e in Bosnia. Condivido quindi il Vs. appello ed esprimo la mia più sentita solidarietà per lo sciopero e più in generale per il Vs. impegno civile.

Il Parlamento europeo si è espresso tramite diverse risoluzioni per invocare aiuti umanitari e soprattutto per chiedere più umanità nella gestione dei flussi migratori sulla rotta balcanica.

Purtroppo, come spesso capita sulle questioni di competenza nazionale, il nostro margine d’azione è limitato. È successo con il meccanismo di redistribuzione dei richiedenti asilo: dopo la proposta della Commissione e l’approvazione a larga maggioranza del Parlamento europeo, la proposta si è arenata in Consiglio, ove gli Stati membri hanno posto veti incrociati.

L’Unione non si potrà dire completa fino a quando non avrà competenze su queste materie così vitali. Fino ad allora, continuerò a battermi nella Commissione Affari Costituzionali affinché venga superato il principio dell’unanimità degli Stati membri. Per essere più umani dobbiamo essere più democratici.

Grazie ancora per il contributo, rinnovo la mia sincera solidarietà, cordialmente,

Giuliano Pisapia

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