La Filanda

Nonviolenza
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AFGHANISTAN

Percorsi di pace guarda con profondo turbamento alla situazione in Afghanistan, la situazione che si è venuta a creare dopo il ritiro delle truppe americane e dei paesi alleati è talmente grave che ci sentiamo in dovere di cercare di capire perché è successo e portare un aiuto concreto alla popolazione afghana, soprattutto donne e bambini.

 

CAPIRE L’AFGHANISTAN

È il titolo del nostro percorso che inizia con la proiezione di tre Film, appuntamento alle ore 20,30 a Casa per la pace di Via Canonici Renani 8 Croce di Casalecchio

 

Venerdì 8 ottobre

  • Viaggio a Kandahar (2001) di Mohseri Makhinalbaf

Venerdì 15 ottobre

  • Il cacciatore di aquiloni (2007) di Marc Forster

Venerdi 29 ottobre

  • Sotto il burca   The Breadwimer (2012)  di Nora Twomey 

 

Venerdì 12 novembre avremo una serata con il giornalista ed esperto di Medio Oriente Carlo Crocco per analizzare insieme cosa è successo e quali scenari oggi si aprono per quel disgraziato paese.

 

Per prima cosa abbiamo scritto una lettera ai politici e a più persone possibile, per sensibilizzare tutti a farsi parte attiva per azioni concrete.

 

Gentile onorevole,

         l’associazione Percorsi di pace di Casalecchio di Reno (Bologna) promuove da quasi 30 anni educazione alla pace e alla nonviolenza e sostiene attivamente iniziative di solidarietà nei confronti dei migranti. Ci siamo già rivolti a lei per chiedere di porre fine ai respingimenti illegali e alle violenze perpetrate quotidianamente sulla cosiddetta “rotta balcanica”.

       Crediamo oggi di interpretare i sentimenti e le richieste non solo dei movimenti pacifisti che si ritroveranno a breve alla Marcia Perugia- Assisi nel suo sessantesimo anniversario, dopo tante storiche mobilitazioni contro la guerra, ma anche di tutta la popolazione italiana consapevole e solidale.

       Siamo infatti sgomenti di fronte alle condizioni in cui abbiamo lasciato le afghane e gli afgani dopo vent’anni di guerra e di occupazione militare. Crediamo abbia assolutamente ragione il presidente Draghi nel parlare di “obbligo morale” nei confronti di quella popolazione, ma occorre che la nostra iniziativa sia chiara, efficace e conseguente. La situazione in cui abbiamo abbandonato la popolazione afgana è colpa nostra. La responsabilità che portiamo esige ora iniziative precise e nette, come Italia e come Unione Europea. Chiediamo pertanto:

  • aiuti umanitari italiani ed europei ad una popolazione oggi stremata senza più cibo né medicine;
  • che si trovino le vie per evacuare i profughi bloccati a Kabul dal regime;
  • che sia generalmente riconosciuto il diritto di asilo a donne, uomini, bambini, ad appartenenti a minoranze etniche afgane cui oggi vengono negati diritti civili e le più elementari condizioni di sicurezza. Ciò significa anche dover proteggere  chi arriva dall’Afghanistan via terra per la rotta balcanica, dove oggi il diritto internazionale viene sistematicamente violato e lo stesso Stato italiano opera respingimenti indiscriminati alle frontiere con la Slovenia.

      Chiediamo inoltre alle forze politiche e alle Istituzioni – locali, regionali, nazionali, europee– che si apra finalmente una valutazione seria sull’efficacia, per non dire sul senso di ogni “guerra al terrorismo” o “guerra umanitaria”. I morti e feriti, i disastri che queste avventure in cui anche il nostro Paese si è lanciato hanno prodotto – oggi l’Afghanistan, ma ieri la Libia o l’Iraq, per fare solo alcuni esempi – devono infatti farci riflettere sulle conseguenze di politiche senza prospettiva e di una spesa per armamenti sempre crescente anche in Italia, contro ogni ragionevolezza. Sembra essere ormai l’industria bellica a determinare i destini di popolazione inermi sullo scenario internazionale, fuori da ogni orizzonte strategico e ideale.

       Mai più avventure sconsiderate come questa in Afghanistan e un taglio consistente della spesa militare, da riconvertire per la sanità e per le politiche sociali: questo crediamo si aspettino oggi elettrici ed elettori di ogni forza politica, i cittadini giusti di questo Paese.

       Ci attendiamo di poter apprezzare presto passi concreti compiuti in questa direzione e daremo il nostro appoggio convinto, ogni nostro possibile aiuto all’iniziativa politica che porta questo segno.

 

           Grazie dell’attenzione e di ciò che vorrà fare 

AFGHANISTAN