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Perché camminare

Camminare per stupirsi, camminare per meravigliarsi, camminare per conoscere, camminare per difendere l'ambiente.

Camminare per guardarsi dentro, camminare per essere in presenza mentale, camminare per avere fiducia in noi e negli altri, camminare per sentire il proprio respiro, camminare per vedere con l’occhio interiore, camminare per rilassarsi, superare ansie e preoccupazioni, camminare nel labirinto, camminare per essere in pace, camminare spinti dal sincero proposito di essere felici.

 

 Cosa si condivide in un cammino?

Le parole sono preziose se piene di un significato importante come quello che appartiene alla parola CONDIVIDERE. Cosa si condivide in un cammino? Si condivide la strada che insieme percorriamo, si condivide un tempo, un luogo, la fatica di una salita,  il sorriso e lo scherzo, si condivide una preziosa umanità. Ho scelto questa parola dal nostro patto educativo perché è ciò che maggiormente ci distingue e caratterizza, è la parola che traduce l'io nel noi, adattando le  esigenze del singolo a quelle del gruppo. Il bello del cammino è che si inizia condividendo semplicemente una strada per poi condividere emozioni, passioni, impegno per gli altri,  lasciamoci contagiare da questa bellissima parola che a volte appare estranea alla nostra epoca. Buon Contagio!

 

Libertà

La libertà che dimentichiamo di avere, la libertà che molti non hanno e fanno di tutto per avere, noi ce l’abbiamo, ma ci sembra così scontato che dobbiamo ricordarcene e questo ci aiuta a migliorare. Ci aiuta a comprendere meglio gli altri, a conoscere più profondamente noi stessi e ci si rende conto di essere veramente fortunati.

I viaggi a piedi sono utili per imparare a distinguere tra il superfluo e il necessario, per capire gli altri e conoscere più profondamente noi stessi, quindi cerchiamo  di parteciparvi con la mente  il più possibile libera dai pensieri di casa e di lavoro.

 

Arte povera

 “Passeggiare è un’arte povera, un far niente pieno di cose”,

Ogni stagione ha la sua meta, ogni meta ha la sua stagione: sono sufficienti un paio di scarpe da trekking, uno zainetto, una bottiglietta d'acqua, una felpa, un k-way, un cappellino e l'avventura può iniziare.

 

Insieme: per noi solo vantaggi

In compagnia c'è il vantaggio di non essere mai soli, di condividere le esperienze, di imparare da chi è più "bravo", di contare sull'aiuto di altri in caso di inconvenienti, di poter chiacchierare durante la gita e a volte conoscere nuove persone con le stesse passioni. Inoltre non esiste un'età per fare trekking (BARCOLLO MA NON MOLLO!).

Il rovescio della medaglia è  doversi adattare a limiti, tempi, velocità e capacità del gruppo e rinunciare al silenzio della montagna, accettare gli imprevisti (INFANGATO e FELICE!), aiutare chi è in difficoltà, entrare in relazione con tutto il gruppo, condividendo sensazioni e stati d’animo.

 

Meta: camminare insieme è per noi  la vera meta.

Si cammina lungo un arenile marino, su un sentiero (molte volte nel fango), lungo la sponda di un lago, per le vie di borghi antichi, sulle rive di un fiume (molte volte anche dentro), in montagna, in collina, su strada asfaltata,

Si cammina lentamente, mettendo in moto tutti i sensi, senza avere necessariamente una meta: a volte, per voler raggiungere una "meta", si finisce con il vedere solo e soltanto quella. Ma per arrivarci, cosa rischiamo di perderci?  Un bellissimo gioco di colori nel cielo, oppure il volto sorridente di qualcuno che ci passa accanto, o magari la forma di una roccia che si erge all'orizzonte. Sicuramente la pienezza di ciò che si presenta ai nostri sensi, che non è quantificabile.

Alla fine del cammino ci rimarrà solo la nostra agognata meta.

Che ogni passo percorso quindi diventi una META!