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CONSIDERAZIONI DURANTE IL DIGIUNO LA PRIMA SETTIMANA

Dal 21 al 27  marzo hanno digiunato Anna, Annamaria, Sandra, Alessio, Donatella, Maurizio, Elena, Rosanna, Eremo del vuoto, Laura, Guido, Elisabetta, Sabrina, Serena 

 

Da Alessio

Caro Maurizio mi hai chiesto qualche considerazione sul digiuno... nonostante ne abbia fatti altri questo è sicuramente il più impegnativo ma anche il più gratificante. Gli altri avevano una valenza esclusivamente salutistica mentre questo affonda le sue radici in aspetti che mi stanno molto a cuore. Fin da piccolo infatti non tolleravo violenza, soprusi, prepotenza, arroganza e con il passare degli anni questa intolleranza si è trasformata nell'esigenza di FARE, AGIRE per impedire loro di prendere spazio, per lo meno il mio spazio. E così nel corso degli anni è diventato sempre più prioritario prendere posizione, schierarsi e non rimanere indifferenti anche quando sapevo che, già in partenza, sarebbe stata una battaglia persa. E' in poche parole entrata in me l'esigenza di diventare partigiano e rifuggire l'indifferenza così come ci ha insegnato Gramsci. Nel corso degli anni ho imparato ed apprezzato l'enorme importanza di realtà come l'ANPI e grazie alla ciclostaffetta per Giulio Regeni ho sentito tutta la sua vicinanza. Importanza che non è venuta meno nel corso degli anni ma che è aumentata e si è posta come un baluardo contro la barbarie e la disumanità. Ma so di non dire nulla di nuovo perché Percorsi di pace ha ai miei occhi lo stesso valore e la stessa importanza, che diventano una necessità di fronte agli eventi che tutti i giorni siamo costretti ad ascoltare dagli organi di informazione. Poi il motivo di questo digiuno mi è vicino anche geograficamente perché la rotta balcanica passa proprio dove io vivo e l'associazione Linea d'Ombra è una realtà che conosco bene e sostengo da diverso tempo. Questa vicinanza inoltre mi ha permesso di constatare che le Istituzioni, quelle locali sicuramente, molto più affini e in sintonia con chi ostacola e respinge le persone che hanno l'unica colpa di scappare da morte quasi certa e cercare un posto in cui vivere in pace e soprattutto far vivere i loro figli. Infatti le Istituzioni locali non hanno sostenuto ed aiutato i volontari che si sono sostituiti a queste per accogliere i migranti, ma anzi hanno cercato di impedirle di lavorare. Il 24 ottobre scorso hanno permesso una manifestazione nella stessa piazza in cui i volontari assistono e curano i profughi, manifestazione indetta da fascisti che inneggiavano e plaudevano al respingimento e non contente hanno permesso alle Forze dell'Ordine di caricare i volontari seduti pacificamente nella piazza. E' poi notizia di questi giorni che la polizia ha fatto irruzione in casa dei due fondatori dell'associazione Lorena Fornasir ed il marito Gianandrea Franchi. Credo che se chi detiene il potere lo esercita in questo modo, forte con i deboli e debole con i forti, l'impegno e il prendere nettamente posizione sia ancora più necessario. E' questo uno dei motivi che mi ha spinto ad aderire pienamente alla vostra iniziativa. Chiedo scusa per queste righe confuse e mal espresse ma spero almeno un po’ trasmettano tutta l'indignazione e lo sdegno per il comportamento delle Istituzioni italiane, di quelle europee e quelle internazionali, ricordando a tutti noi che se l'etica, l'umanità e la civiltà sarà da queste dello stesso tipo quando prenderanno decisioni che ci riguardano molto più da vicino. Se un politico, un governante, un decisore non dimostra pietas nei confronti di chi sta morendo di freddo o di fame, come potrà averla per i suoi concittadini quando dovrà prendere delle decisioni?

Un saluto ed un abbraccio a tutti voi

Alessio

 

Da Anna

Ho digiunato domenica 21 marzo, praticamente dalla sera di sabato alla mattina di lunedì. Sembra tanto, in realtà la fatica si è fatta sentire nel tardo pomeriggio di domenica, come mi era stato predetto. Ho vinto avviando Zoom e convocando i miei fratelli che abitano in città diverse, e chiacchierando con loro. Al successivo attacco di fame sono andata a letto.

Il ragionamento che mi ha sostenuto però è stato il confronto fra le mie condizioni e quelle dei migranti. Io ero e sono in casa mia, al caldo, nella mia comoda poltrona. Loro sono senza casa, senza un tetto, al freddo, nel fango, senza nulla più dietro e poco o nulla davanti. E' una grande differenza, tutto sommato ho fatto un piccolo sacrificio.

In nome del piccolo sacrificio fatto vorrei che l'Europa vedesse e comprendesse che il flusso migratorio non è arrestabile. Che la vera libertà dei migranti sarebbe quella di restare nelle loro case e non dover fuggire e affrontare viaggi drammatici, pericolosi. Chi fugge da guerre deve essere accolto e aiutato. ma anche chi fugge dalla miseria, dalla fame, dalla violenza non può essere ricacciato indietro.

I flussi migratori vanno gestiti e l'Europa deve farsene carico, obbligando tutti i paesi europei ad accettare e gestire con cura e umanità gli aventi diritto, tutti gli aventi diritto. Molti paesi non accettano di accogliere le quote, peraltro esigue, di migranti decise dall'Europa, vorrei fossero sanzionati, come pure quelli che gestiscono male l'accoglienza.

anna

 

Da Annamaria

Bologna 21 marzo 2021  

Digiuno di protesta

E lo stomaco brontolò

Perché sono vuoto?

La mente rispose

Il mondo va a rovescio

E dobbiamo raddrizzarlo,

ma lo stomaco non capì

e continuò a brontolare.

 

 da: il manifesto di Ventotene

Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell'attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l'eredità di tutti i movimenti di elevazione dell'umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo. La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.

Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni

L’Europa che vorrei non è una trattoria “A  LA CARTE” dove si scelgono i menu. I contributi si, le persone e gli impegni no. Se il Consiglio europeo è convinto che l’Europa è una cosa seria; devono essere espulsi senza se e senza ma gli stati che si proclamano NAZIONALISTI, perché l’Europa, come entità, è nata proprio sulle macerie provocate dei nazionalismi.

Detto questo inizierei le mie riflessioni su due punti che mi stanno particolarmente a cuore, i bambini profughi e i lavoratori.

I profughi bambini

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEL FANCIULLO lega delle Nazioni, Ginevra marzo1924

L'Assemblea approva la dichiarazione dei diritti del fanciullo, comunemente nota come la Dichiarazione di Ginevra, , riconoscendo che l'umanità deve offrire al fanciullo quanto di meglio possiede, dichiarano ed accettano come loro dovere che, oltre e al di là di ogni considerazione di razza, nazionalità e credo: 1. Al fanciullo si devono dare i mezzi necessari al suo normale sviluppo, sia materiale che spirituale. 2. Il fanciullo che ha fame deve essere nutrito; il fanciullo malato deve essere curato; il fanciullo il cui sviluppo è arretrato deve essere aiutato; il minore delinquente deve essere recuperato; l'orfano ed il trovatello devono essere ospitati e soccorsi. 3. Il fanciullo deve essere il primo a ricevere assistenza in tempo di miseria. 4. Il fanciullo deve essere messo in condizioni di guadagnarsi da vivere e deve essere protetto contro ogni forma di sfruttamento. 5. Il fanciullo deve essere allevato nella consapevolezza che i suoi talenti vanno messi al servizio degli altri uomini. la Dichiarazione qui riprodotta, adottata all'umanità, rappresenta la Carta del fanciullo della Società delle Nazioni.

Articolo 84 – del trattato europeo DIRITTO DEI MINORI

Articolo 78- del trattato europeo DIRITTO DI ASILO

Tutti questi impegni sono stati sottoscritti dagli stati europei. Perchè la Von der Leyen dice di non avere strumenti per accogliere almeno i bambini che, come gli altri profughi, sono stati rifiutati e respinti alla frontiera est dell’Europa?

Diritti dei lavoratori e decentramenti di multiazionali

Art 87/88 del trattato europeo DIRITTI DEL LAVORO E LAVORATORI

ART.91 dell trattato europeo CONDIZIONI DI LAVORO GIUSTE E EQUE

Non si possono creare in Europa, nello spirito di solidarietà che ne ha ispirato la costituzione, delle concorrenze sleali in campo di diritto dei lavoratori. Il primo obiettivo da perseguire a cura delle associazioni sindacali deve essere il contratto collettivo di tutti i lavoratori europei.  

Annamaria

 

 

Da Elena

Il digiuno solitario non ha la potenza dell'essere fisicamente insieme, ma è una occasione unica per fermarsi.

Fermare una consuetudine stupisce l'anima, che finalmente si interroga.

E soffre.

Una sofferenza necessaria per essere almeno idealmente, lontanamente, solidali con i migranti della rotta balcanica.

 

Elena

 

Da Laura

Buongiorno Maurizio, sono stata incaricata dal gruppo di digiuno del 25 marzo 2021 di scriverti della nostra esperienza.

Inizio con una nota personale, la persona a cui mi hai abbinato ho scoperto essere il sacerdote che ha battezzato i miei figli, non ci sentivamo da anni ed è stata una bellissima sorpresa, una magnifica occasione per riprendere i contatti. Questo è stato il primo regalo di questa esperienza. Quando ho detto ai miei figli di questa iniziativa subito si sono offerti di partecipare, il loro digiuno è stato dalla cena alla cena, comunque io l'ho apprezzato molto, mi sono sentita molto sostenuta dalla loro partecipazione. Al mattino del 25 mi sono collegata su zoom con Luigi ed abbiamo fatto insieme una breve meditazione silenziosa di circa 20 min. , entrambi abbiamo acceso una candela. Io l'ho tenuta accesa tutto il giorno perchè vederla mi ha aiutato a mantenere il focus di attenzione sull'esperienza che stavo facendo, pur continuando a svolgere le mie attività quotidiane. Durante la giornata tramite w.app Luigi mi ha inviato delle foto dei campi sulla rotta balcanica, e questo ha contribuito a rendere ancora più viva l'esperienza. Alla sera alle 21 ci siamo collegati di nuovo per scambiarci le nostre impressioni ed i saluti. Con lui hanno partecipato anche altre due persone dell'Eremo del vuoto, spero di ricordare bene i nomi : Nadia e Angelica.

E' stata opinione comune che questa esperienza andrebbe ripetuta e diffusa il più possibile come mezzo di sensibilizzazione, anche perchè il digiuno di un giorno, che può sembrare una piccola cosa ti fa toccare con mano quanto invece in alcuni momenti sia difficile. A noi basterebbe aprire la dispensa per afferrare un pezzo di pane, e in quel momento pensi che non per tutti è così, distogli la mente e arrivi fino alla fine. Non avevo mai fatto un digiuno come forma di protesta e sensibilizzazione ed è stata un esperienza che mi ha dato molto. Ringrazio te Maurizio che lo hai proposto, ringrazio Luigi e i compagni di viaggio di questa bella esperienza.

Buona serata

 Laura

 

 

Da Serena

Missione compiuta, 12 ore solo con un caffè.

Giornata riempita appositamente per non pensare troppo alla fame.

Tv spenta perchè c'è solo gente che fa da mangiare.

Fra i programmi di cucina, le diatribe politiche e lo spazio per il Covid, ho paura che non rimanga tempo per pensare alla rotta balcanica e a quei poveracci che continuano ad arrivare.

Confido in iniziative come questa e aspetto tempi migliori.

Serena

 

 

 

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