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Costruire insieme un ambiente accogliente, sia per chi studia sia per chi insegna - SCUOLA D’ITALIANO PER ADULTI STRANIERI

Naturalmente è necessario tenere presente la cornice della scuola nostra: una scuola formata da insegnanti (di età diverse con uno zoccolo duro di pensionati, provenienti dalle più diverse esperienze lavorative) che hanno scelto di dare più o meno ore di lavoro, gratuitamente, per la curiosità e il piacere di incontrare persone, uomini e donne , provenienti da paesi diversi, che hanno raggiunto l’Italia in modi diversi (c’è lo studente Erasmus arrivato in aereo e chi è arrivato in barcone dopo varie e brutte peripezie) che parlano lingue antiche e a noi sconosciute . Due gli obbiettivi di questa scuola: costruire insieme un ambiente accogliente, sia per chi studia sia per chi insegna, e insegnare italiano.
Nel corso dei 20 anni abbiamo introdotto diversi cambiamenti, cercando di mantenere come guida questi due obbiettivi.
La pandemia ci ha costretti ad interrompere le lezioni il 23 febbraio dello scorso anno.
Dopo un primo momento di smarrimento, abbiamo pensato che fosse nostro compito spostare, nei limiti del possibile, la scuola online. Questo ha voluto dire che:
- abbiamo contattato personalmente un centinaio di studenti chiedendo la loro disponibilità e verificando quali strumenti telematici era possibile usare. Circa una quarantina ha dato la sua adesione. Lo strumento più gettonato è stato il telefonino con whatsapp.
-abbiamo fatto i conti su chi tra di noi era disponibile a questa avventura.Abbiamo fatto alcuni incontri n cui chi conosceva meglio gli strumenti telematici ha spiegato i vari passaggi.
-Tre di noi si sono presi l’impegno di fare come punto di riferimento per informazioni e iscrizioni on line ( un altro punto fisso per la scuola è quello di tenere sempre aperte le iscrizioni durante l’anno perché il nostro lavoro fosse il più possibile aderente alle necessità di chi arriva in Italia)
-abbiamo costruito una biblioteca didattica online perché tutti avessero il materiale didattico.
-una volta al mese ci siamo trovati tra insegnanti che lavoravano con studenti dello stesso livello.
Durante l’anno abbiamo trovato altri insegnanti, spesso giovani, disponibili a questo impegno e in questo modo siamo riusciti a rispondere a tutte le richieste .

L’essere online ci ha permesso di avere insegnanti fuori Bologna e di fare lezione ad un signore pakistano, in Pakistan e alla sua famiglia già in Italia in un centro di accoglienza sull’Appennino (questo non lo avevamo mai pensato).
A settembre,nella valutazione che abbiamo fatto nell’incontro di due giorni che ogni anno facciamo, come verifica dell’anno passato e programmazione del futuro, abbiamo visto che:
- principalmente sono state lezioni individuali, eccetto per i livelli maggiori in cui si è lavorato in gruppo
- ci sono stati pochissimi abbandoni , c’è stata continuità e spesso si è creato un rapporto intenso tra insegnante e allievo/a che a volte ha coinvolto l’intera famiglia per cui alcune lezioni si sono trasformate in un lavoro familiare.
- gli insegnanti coinvolti hanno valutato molto positivamente questa esperienza, con un certo rammarico per chi si è sentito tagliato fuori per l’impossibilità di familiarizzare con certi strumenti.
In tutto sono stati seguiti (in genere più volte alla settimana) 61 studenti , gli insegnanti coinvolti sono stati 43.

A ottobre abbiamo riaperto la scuola sperando di poter lavorare su un doppio binario: piccolissime classi in presenza (siamo ospitati dal Comune in locali ben attrezzati) e il resto on line. Da novembre di fatto siamo totalmente on line se non per due piccole finestre di presenza che però attualmente sono state chiuse.
Perché gli insegnanti non si sentano troppo soli e per aiutare momenti di confronto cerchiamo di fare degli incontri mensili sempre per livello. Inoltre alcuni di noi si sono resi disponibili ad essere punto di riferimento (li chiamiamo “bidelli”) per i diversi livelli.
In questo momento ci sono 106 iscritti e 48 insegnanti.
Abbiamo pensato sia molto importante per facilitare il lavoro online che sia insegnante che studente abbiano in mano un libro su cui lavorare. Spedire i libri è diventato un altro aspetto di questo lavoro.
Per la prima volta riusciamo a seguire on line anche i livelli più bassi ( analfabeti o persone che conoscono alcuni vocaboli). Spesso sono ragazze giovani in centri di accoglienza in situazioni di fragilità, quasi sempre con bambini appresso e con ancora una grande incertezza rispetto al loro futuro.
Queste sono le ragazze che seguo io. Alcune di loro sono andate a scuola nel loro paese, una è analfabeta.
Mi dico che se fosse possibile essere in presenza sarebbe meglio, ma forse no: gli altri anni le abbiamo perse forse perché abitano lontane (spesso questi centri sono fuori Bologna), forse perché quando arrivavano si trovavano in gruppi troppo grandi e forse in una realtà che non comprendono. Ora invece con il cellulare in genere rispondono e anche se stavano dormendo si alzano, tu segui tutti i lavaggi, e poi ...incominciamo a lavorare. E quando riescono a fare, sono davvero contente, e anche tu.

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