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Egitto e diritti umani

0re 20,30 diretta Facebook alla pagina di Percorsi di Pace

Quali strade possibili per ottenere la verità?  

ne abbiamo parlato il 18 gennaio 2021 con 

Francesca Biancani, ricercatrice di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'università di Bologna

Beppe Giulietti, giornalista e presidente Fnsiegitto dissidenti

 

Secondo Giuseppe Giulietti è importante mantenere viva l'attenzione sulla vicenda Regeni contro l'indifferenza dilagante. Nelle rimostranze verso il governo egiziano non ce la prendiamo certo con il popolo egiziano, ma appunto con il governo e le sue prepotenze, anche verso i suoi cittadini.

Sono tre le cose che possiamo fare per Giulio Regeni e la sua famiglia che da cinque anni lotta per la verità:

- dare sostegno alla loro richiesta di richiamo dell'ambasciatore dell'Italia in Egitto (in termini diplomatici, il richiamo dell’ambasciatore rappresenta una sorta di ammonimento da parte dello stato che lo effettua. E non una vera rottura dei rapporti tra le due nazioni, che si determina quando al richiamo segue il ritiro)

- sostenere la richiesta di fermare la vendita di armi all'Egitto contenuta nell'esposto della famiglia Regeni

- collegarsi lunedì 25 alla pagina Facebook Giuliosiamonoi per manifestare la propria adesione

Come spiega Francesca Biancani l'Egitto è una repubblica giovane che nasce nel 1953, uscita dal colonialismo con un golpe militare. La sua storia è travagliata: inizialmente i militari nel gestire il potere abbandonano i gradi e diventano civili amministrando un potere laico. Dal 2012 il movimento dei Fratelli Musulmani guadagna consenso fino alla elezione di Mohamed Morsi rimasto in carica per circa un anno, quando viene deposto da un colpo si stato militare che porta al potere  Abel Fattah al-Sisi. Un militare la cui presidenza ha segnato un grave peggioramento della situazione dei diritti umani in Egitto. un inasprimento della repressione di tutte le opinioni non allineate, che ha creato 60 mila detenuti politici. Sono aumentati infatti gli arresti arbitrari, le torture e le condanne a morte, gestite da una magistratura spesso ligia ai voleri presidenziali e che, con il pretesto della lotta al terrorismo "fondamentalista", non evita di avviare all'occorrenza pesanti azioni giudiziarie contro i più attivi critici del modo di operare del governo. Al-Sisi gode, nonostante tutto, di una "copertura" internazionale dove l'Egitto è considerato un elemento stabilizzatore dell'area medio orientale. E' una posizione che ha un'origine reale quando nel 1979 é il primo paese arabo a far pace con Israele e assume spesso il ruolo di mediatore fra quest'ultimo e gli arabi. Una posizione difficile da difendere oggi.

Data la durezza della repressione verso ogni forma di dissenso i movimenti di cittadini sono molto penalizzati, quando non in esilio all'estero. Il loro lavoro è pericoloso e difficile.

 

Si può vedere la registrazione della serata si Facebook alla pagina Percorsi di pace

Data evento
  • 051.6198744
  • percorsidipace@libero.it
  • Via Canonici Renani, n.8
    Casalecchio di Reno (BO)
  • Orari di apertura:
    lun - ven: 17.00 - 19.00
    mar: 9.00 - 12.00