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Sud Africa - di Sandra

Sud Africa

Ci sono tante cose da fare e da vedere in Sud Africa, che ne fanno un viaggio bellissimo: la vivacità di una città in fondo al mondo come Cape Town, la suggestione straordinaria del Capo di Buona speranza con i due oceani che si scontrano ribollendo, i grandi cieli e gli animali dei parchi nazionali (se ci andate d’inverno – la loro estate – trovate tutti i loro piccoli, uno spettacolo!), e soprattutto la straordinaria epopea di Nelson Mandela e di un paese forte, che ce l’ha fatta e che va avanti, nella generale disperazione del continente africano. Vorrei però raccontarvi di un museo cui pochi viaggiatori riservano l’attenzione che merita e di un incontro inatteso.

Il Museo dell’apartheid è a Johannesburg,museo apartheit una città piena di energia e di storia, in continua trasformazione e in cui evitare accuratamente di fare due passi a piedi, anche in pieno giorno. Lo capisce subito anche una fiduciosa (e incosciente?) amante dell’Africa come me. E’ una costruzione molto bella, nella quale si entra – dipende dal numero di serie del biglietto di ingresso – “da bianco” o “da nero” con percorsi ed esperienze assolImmagine rimossa. utamente distinte. Io – guarda caso - ci sono entrata da nera e dovevo chiedere l’autorizzazione, generalmente negata, per andare a trovare mia zia in un altro quartiere della città, per frequentare una scuola, per andare in quel negozio o in quella spiaggia. Potevo accedere solo ad alcuni lavori e non ad altri. Non potevo votare.

Superata questa prima parte del percorso, molto istruttiva, si sale una bella rampa elicoidale camminando assieme a sagome ad altezza naturale di uno zulu, o di una famiglia di immigrati polacchi, o al minatore di origine inglese e a una quantità di figure di provenienze diverse che, appunto, vanno avanti assieme nel “rainbow country” di tutti che è il Sud Africa. All’interno dell’edificio centrale invece, in apposite teche, con foto, piccoli oggetti e ricordi di famiglia, si ricostruisce la storia che hanno alle spalle le persone raffigurate nelle sagome: vite spesso durissime, specialmente per i lavoratori delle miniere, che hanno accomunato immigrati bianchi di varie provenienze e neri di differenti etnie. Una sorta di album comune delle memorie di questo straordinario paese, molto suggestivo e sul quale pensare, anche per “casa nostra”.

Infine la documentazione della storia esaltante della lotta contro l’apartheid e della conquista della democrazia per tutti: foto, documenti, musiche. Mandela, certo, ma anche uno straordinario gruppo dirigente di giganti. Gruppi come i gay neri che si unirono da subito alla mobilitazione durissima per i diritti civili oltre che politici di tutti.  In una sala circolare verso la fine del percorso le scene indimenticabili del funerale di Biko a Soweto, con una colonna sonora di Peter Gabriel da pelle d’oca. Da non perdere!

 

E infine l’incontro inatteso, il cui ricordo riesce ancora ad emozionarmi fortemente. Era calato improvvisamente il buio, come succede da quelle parti, dopo una splendida giornata passata al parco Kruger, ed eravamo persi. Vagavamo alla ricerca del lodge che ci attendeva su una strada sterrata in salita che fiancheggiava una riserva privata, con una stellata grandiosa sopra la testa, nessuna idea se fosse quella la direzione giusta e gridi di animali non meglio identificati non proprio rassicuranti. rinoceronteCe lo siamo trovato davanti alla macchina a qualche metro di distanza, illuminato dai fari, di colpo: bianco, un ammasso di carne e muscoli enorme, con un corno gigantesco cheImmagine rimossa. avrebbe potuto aprirci a metà la vettura come una scatoletta… Un rinoceronte bianco, mai incontrato in nessun parco e nessun viaggio africano precedente, pressoché estinto e per questo evocato oggi come “the spirit of Africa”. Pateticamente chiuse portiere e finestrini, silenzio totale, panico ma anche magia del momento. Ci ha guardato con un po’ di compatimento, immobile, per qualche minuto. Si è quindi girato lentamente, sbuffando, e se n’è andato nella notte. Questa è l’Africa, ragazzi!

Sandra

  • 051.6198744
  • percorsidipace@libero.it
  • Via Canonici Renani, n.8
    Casalecchio di Reno (BO)
  • Orari di apertura:
    lun - ven: 17.00 - 19.00
    mar: 9.00 - 12.00