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I movimenti per la pace degli anni ‘50

Il dramma causato dai bombardamenti atomici delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki il 6 e 9 agosto 1945 creò nel mondo una forte ostilità verso tutte le armi di distruzioni di massa: atomiche, chimiche, movimenti pace '50batteriologiche, mine anti-persona, ecc. e contro tutte le guerre. Negli anni successivi sorsero movimenti a livello internazionale che, con la loro azione di pressione sui governi e sulle Nazioni Unite, portarono all’approvazione di importanti trattati contro la proliferazione delle armi nucleari e, più in generale, contro tutte le armi di distruzione di massa. Trattati che, tuttavia, mostrarono nel tempo la loro sostanziale inefficacia.

Si formarono così alcuni movimenti che, anche puntando su esperienze positive di singoli stati (ad esempio il Costarica), portarono avanti proposte di disarmo unilaterale

In Italia, all’inizio degli anni ‘50, si costituì il movimento dei “Partigiani della Pace” che si diffuse in molti paesi europei e, con gli strumenti delle petizioni e degli appelli contro il riarmo atomico, pur non criticando il militarismo in quanto tale, diede un suo contributo alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche della pace.

Il manifesto qui riprodotto, pubblicato dal Partito Comunista Italiano nel 1955, invita a firmare l’Appello di Vienna, lanciato dal Consiglio mondiale per la Pace durante un importante convegno a Vienna dal 1 al 6 novembre 1951. L’Appello, rivolto “all’ONU e ai popoli del mondo”, poneva l’attenzione sul fatto che la pace non poteva essere realizzata dall’imposizione della volontà della maggioranza dei paesi membri dell’ONU [che all’epoca rappresentavano la minoranza di tutti i popoli della Terra, n.d.r.] tra cui i 4 Grandi (USA,URSS, Francia, Gran Bretagna), ma da accordi negoziali e consensuali. Probabilmente fu anche grazie a questo Appello che la Cina, fino ad allora esclusa, venne ammessa a far parte dell’ONU.

 

Con questo manifesto degli anni’50 diamo inizio alla presentazione commentata di una successione di manifesti che raccontano la storia dei movimenti che hanno lottato per la pace negli ultimi 70 anni.

Questo primo manifesto della serie coglie l’attenzione dell’osservatore con la drammatica immagine di un gruppo di persone ferite o morenti che cercano di sostenersi a vicenda, abbracciandosi e stringendosi le mani. Tutte hanno le bocche socchiuse quasi a cercare un poco di aria venuta a mancare con lo scoppio della bomba atomica. L’immagine è così eloquente che non può che suscitare orrore e sdegno.

(a cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale)

 

Per informazioni e visite al Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale – CDMPI:

Casa per la Pace "La Filanda", via Canonici Renani 8 - Tel 051.6198744 – E-mail casaperlapacelafilanda.info@gmail.com www.casaperlapacelafilanda.it

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    lun - ven: 17.00 - 19.00
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