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Basi militari straniere in Italia

Il manifesto nasce in occasione del “Convegno delle città e delle zone concesse come basi militari straniere”.basi militari straniere in Italia La sede è Livorno, la scelta della città è dovuta al fatto che, in base a un accordo tra Italia e USA, firmato nel 1951, qui sorse proprio nel 1952 la prima base americana in Italia: Camp Darby, tra Livorno e Pisa.

Da allora il numero di basi USA nel nostro Paese è aumentato di molto, arrivando a 59 basi e installazioni militari con 13.000 militari (11.800 nel 2015).

Secondo fonti riportate dall’enciclopedia on-line ‘Wikipedia’, di queste 59 basi due (Aviano nel Friuli-Venezia Giulia e Ghedi in provincia di Brescia) sono dotate di armi nucleari (90 bombe atomiche). Altre fonti on-line (“Elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia” di A.B.Mariantoni) riportano un numero quasi doppio di basi e installazioni militari USA in Italia: 113.

L’estensione territoriale complessiva di queste basi deve essere particolarmente ampia se consideriamo che nella sola Sardegna, a Capo Teulada, sede di un poligono di tiro, la base si estende per 77.200 ettari (pari a 772 kmq).

Poichè l’Italia compartecipa attivamente con propri finanziamenti al mantenimento di contingenti stranieri sul suolo nazionale; e tenendo presente che la spesa militare italiana attualmente è di 70 milioni di euro al giorno (fonte: MILEX - Osservatorio sulle spese militari), quale è la fetta di spesa che il cittadino-contribuente italiano ha sostenuto e tuttora sostiene ogni giorno per le basi militari straniere?

Il manifesto è semplice ed essenziale nel suo messaggio comunicativo: un sobrio segno definisce i contorni dell’Italia. La posizione geografica della penisola permette una composizione chiara: divide in diagonale il manifesto, offrendo in tal modo un ampio spazio per le scritte che esplicitano il messaggio. Piccoli cerchi segnalano la posizione delle 14 basi militari presenti sul territorio italiano negli anni ‘50. Basi situate nel nord-est, a fronteggiare il blocco dei paesi comunisti, e a sud per il controllo dell’area mediterranea. Fanno eccezione tre basi in Toscana. Nel grafico manca la Sardegna che, probabilmente, all’epoca non aveva basi USA o NATO.

L’immagine di un soldato con fucile, collocata tra la Toscana e il Friuli-Venezia Giulia, è rappresentata in posizione di marcia, come a indicare che i militari sono sempre pronti a procedere e intervenire.

 

(a cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale)

 

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