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Per La Pace e il Disarmo

Negli anni ‘60, dopo la famosa prima ‘Marcia per la Pace Perugia-Assisi’ (24 settembre 1961), per la pace e il disarmomolte altre furono le marce per la Pace tenute in varie regioni italiane. I manifesti prodotti per pubblicizzarle di solito erano monocromatici e contenevano poche, essenziali parole. Manifesti economici perché non importava l’aspetto estetico ma solo il messaggio. E questo manifesto ne è un esempio. Ma il grande logo fu realizzato nel 1958 da Gerald Holton, disegnatore e pacifista britannico che fu obiettore di coscienza durante la II Guerra Mondiale.

Holton disegnò questo simbolo per il disarmo nucleare in occasione della prima ‘Marcia di Aldermaston’, organizzata dal Direct Action Committee against Nuclear War (Comitato per l’azione diretta contro la guerra nucleare), per la Pasqua del 1958.

Il logo non fu sottoposto a copyright e divenne subito disponibile per la ‘Campagna per il Disarmo Nucleare’, nata in quello stesso anno. Poi divenne un simbolo di pace in generale, adottato in tutto il mondo.

Holton spiegò di essersi ispirato all’alfabeto semaforico utilizzato nelle segnalazioni nautiche, con l’unione dei due segnali indicanti, rispettivamente, le lettere ‘N’ e ‘D’, iniziali di ‘Nuclear Desarmament’. Nel linguaggio nautico, una figura umana stilizzata tiene in mano due bandierine e, in base al posizionamento delle braccia, indica una lettera.

Nel logo le due aste laterali rappresentano le due braccia allargate all’infuori e verso il basso, ad indicare la lettera “N”(= Nuclear). L’asta verticale simboleggia la figura umana che ha un braccio rivolto verso l’alto e uno verso il basso, ad indicare la lettera “D”(=Desarmament). Nel simbolo la figura umana è sparita e restano solo le posizioni delle due braccia.

 

La 1.a Marcia per la Pace ‘Perugia-Assisi’, ideata e organizzata da Aldo Capitini e da lui descritta e commentata nel libro “In cammino per la Pace” (edito da Einaudi), fu l’occasione per: costituire la ‘Consulta Italiana per la Pace’, una federazione di organizzazioni italiane per la pace presieduta dallo stesso Capitini; porre le basi per la nascita del Movimento Nonviolento e della rivista ‘Azione Nonviolenta’.

 

Il manifesto, monocromatico ed essenziale nella sua semplicità e chiarezza, ben rappresenta la volontà dei suoi autori di privilegiare i fatti alle parole: “TUTTI A GUBBIO per la pace e il disarmo”. Termine, quest’ultimo, che rende estremamente concreta l’idea di pace, troppo spesso pronunciata e intesa come qualcosa di vago e generico.

Il manifesto pubblicizza un’iniziativa (probabilmente una marcia) della Consulta Italiana per la Pace che si sarebbe tenuta a Gubbio il 6 ottobre 1963.

 

(a cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale)

 

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