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La comunità di Nomadelfia

Il manifesto proposto riguarda la Comunità di NomadelfiaNomadelfia (“dove la fraternità è legge”, dagli etimi greci ‘nomos’ e ‘adelphia’), fondata da don Zeno Saltini nel 1948 (stesso anno di nascita dell’Arca e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) nell’ex-campo di concentramento di Fossoli (Carpi). Nel 1952 la Comunità si trasferisce nei pressi di Grosseto, dove si trova tuttora.

Nomadelfia si viene a definire come un modello di vita alternativo rispetto a quello abitualmente proposto dalle società occidentali. Tutti i suoi attuali 350 membri sono cattolici praticanti e adottano uno stile di vita ispirato a quanto riportato negli ‘Atti degli Apostoli’.

La Comunità, con la forma giuridica di associazione, è formata da singoli e famiglie disponibili ad accogliere ragazzi in affido. Al suo interno esistono regole di vita ben precise, tra cui la gestione comunitaria della scuola, per cui i ragazzi si presentano agli esami come privatisti, e le responsabilità educative sono assunte da tutti gli adulti (v. art. 26 della citata Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario).

Nel 1965 nascono le ‘serate di Nomadelfia’, spettacoli itineranti gratuiti in Italia e all’estero per far conoscere questa realtà. Spettacoli che continuano anche oggi, come dimostra il manifesto riprodotto che pubblicizza la commedia musicale “I ragazzi di don Zeno”, rappresentata al Teatro Celebrazioni di Bologna nell’aprile 2017. Protagonisti sono i ragazzi di Nomadelfia, efficacemente fotografati nella parte inferiore del manifesto in una scena dello spettacolo che, in basso a sinistra, viene così presentato: “87 attori, 250 costumi, un laboratorio di dialoghi, immagini e idee: una proposta di vita”.

La prevalenza del colore rosso nella foto del gruppo di ragazzi simboleggia la loro energia vitale che contrasta con il colore di fondo del manifesto, il nero, simbolo e metafora di una morte, fisica o morale, da cui i giovani Nomadelfi sono riusciti a scampare.

Il manifesto di questo mese fa seguito a quello, pubblicato nel giugno scorso, su Lanza del Vasto, fondatore della prima Comunità dell’Arca.

Nel 1964, per iniziativa di Jean Vanier e P. Thomas Philippe, si diffusero, anche in altri Paesi, molte Comunità con lo stesso nome.

Con questo manifesto abbiamo ripreso il discorso sulle comunità (di origine laica o religiosa) di vita e di accoglienza, sempre più numerose nel mondo e con caratteristiche a volte anche molto diverse tra di loro.

 

Per informazioni e visite al Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale – CDMPI: Casa per la Pace “La Filanda” via Canonici Renani 8. e-mail casapacefilanda.info@gmail.com; tel 051.6198744; wwwcasaperlapacelafilanda.it

 

(a cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale-CDMPI)

 

 

 

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