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NON SOLO PREMI NOBEL PER LA PACE

Il manifesto apre un discorso storico e fa porre l’attemanifesto Daytonnzione sull’istituzione di uno tra i tanti numerosi premi per la Pace che furono istituiti dopo il primo ‘Nobel per la Pace’ (1901) che rimane comunque il più noto.

Il primo di essi, il Wateler Peace Prize, fu istituito nei Paesi Bassi nel 1936. Il numero più alto di tali premi fu raggiunto durante la Guerra Fredda tra USA e URSS quando, per l’incombente pericolo dello scoppio di una guerra termonucleare tra le due superpotenze, l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale si concentrò da un lato sulla riduzione degli armamenti nucleari e, dall’altro, sulla comprensione internazionale e sulla promozione della nonviolenza attiva.

Questi Premi furono promossi non solo da gruppi pacifisti, chiese, istituzioni educative, fondazioni filantropiche, ecc. ma anche da istituzioni nazionali, regionali, municipali e perfino dalle Nazioni Unite e da sue agenzie come l’UNESCO.

Uno studio approfondito su questi Premi per la Pace minori è stato realizzato nel primo decennio del 2000 dal prof. Peter van Den Dungen, fondatore della Rete Internazionale dei Musei per la Pace.

 

Il manifesto riprodotto pubblicizza il Dayton Literary Peace Prize (Premio Dayton per la Letteratura sulla Pace): un riconoscimento letterario statunitense che “premia la forza della parola scritta nel promuovere la pace”. Il Premio, concesso per la prima volta nel 2006, è una sezione del Dayton Peace Prize, nato dagli accordi di pace di Dayton (Ohio, USA) che posero fine alla guerra in Bosnia-Erzegovina (1992-1995).

L’immagine del manifesto riproduce la foto dello scrittore premiato, Stephen Walker, e la copertina del suo libro “SHOCKWAVE – Countdown to Hiroshima” (ONDA D’URTO – Conteggio alla rovescia verso Hiroshima).

Tema, quello del nucleare militare che, a distanza di oltre trenta anni, si ripropone drammaticamente anche ai nostri giorni, come testimoniato, tra l’altro, da:

- approvazione, in sede ONU, il 7 luglio 2017, del Trattato per la messa al bando di tutte le armi nucleari (122 stati a favore e 73 tra astenuti e contrari). Trattato che, non firmato dall’Italia e pressochè ignorato dai media nazionali, entrerà in vigore solo con la ratifica dei governi e parlamenti di almeno 50 stati. Ci auguriamo che l’Italia sia tra questi.

- riposizionamento delle lancette dell’ “orologio nucleare” (il “doomsday clock”, iniziativa presa nel 1947 dal Bollettino degli scienziati atomici dell’Università di Chicago), a gennaio 2018, a soli 2 minuti dalla mezzanotte (il momento dell’apocalisse nucleare).

 

A cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale-CDMPI

 

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