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Le marce per la pace e la nonviolenza

Sulla scia delle grandi marce gandhiane del secolo scorso (la Grande Marcia in Transvaal-Sudafrica- nel 1913 e la Marcia del Sale in India nel 1930 che, assieme a molte altre azioni nonviolente praticate da Gandhi, portarono alla liberazione dell’India dalla dominazione britannica), già dagli anni ‘50 in Europa nascono e si ripetono nei decenni successivi alcune grandi marce antimilitariste e nonviolente.manifesti prima marcia antimilitarista

Queste marce hanno rappresentato, e continuano a rappresentare, non solo una dissacrazione dei miti militaristi da un numero sempre crescente di persone, ma sono servite, e servono tuttora, anche per esporre all’opinione pubblica, con azioni e mezzi nonviolenti:

- un programma di iniziativa democratica e nonviolenta per il disarmo

- la possibilità di avanzare le proprie proposte in maniera alternativa rispetto ai tradizionali luoghi della politica.

Il manifesto illustra la 1.a Marcia internazionale in Europa degli antimilitaristi nonviolenti, svoltasi tra Italia e Francia nel 1976 (28 luglio – 19 agosto) sul tema “Conversione delle spese e strutture militari in spese e strutture civili”. La Marcia, di 400 chilometri, fu promossa, a livello italiano, dal Partito Radicale.

L’immagine è semplice ma estremamente efficace. Il blu intenso dello sfondo è un colore che richiama il pianeta Terra. Due piedi scalzi, con il simbolo pacifista ben visibile, calpestano i robusti scarponi che simboleggiano il militarismo. I piedi, liberi e sicuri, avanzano con l’intento di ‘scrivere’ la storia utilizzando mezzi nonviolenti. Le scritte, nella parte alta del manifesto, descrivono i tre percorsi in cui si articola la marcia.

(a cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale - CDMPI)

 

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