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Aldo Capitini

inserimento manifesto

Il manifesto è stato realizzato dal Comune di Perugia nel 1988 in occasione del ventennale della sua scomparsa. In esso è raffigurato Aldo Capitini in una foto in bianco e nero. Il suo nome, in grandi lettere maiuscole dal corpo largo scelto per creare uno spazio usabile, è colorato in una successione cromatica che ricorda i colori dell’arcobaleno.

Professore di Pedagogia all’Università di Perugia, introdusse in Italia i principi della nonviolenza gandhiana. Nel 1933 rifiutò l’iscrizione al Partito Fascista, perdendo così il lavoro come segretario all’Università di Pisa, dove aveva divulgato il pensiero di Gandhi. Fu incarcerato nel 1942 e nel 1943. Nel 1944, a meno di un mese dalla liberazione della sua città, Perugia, fondò i Centri di Orientamento Sociale (COS), caratterizzati da assemblee popolari in cui si discutevano i problemi della comunità di fronte agli amministratori locali. Emblematico il titolo della rivista dei COS: “Il potere è di tutti”. Nel 1961 organizzò la prima marcia per la pace “Perugia – Assisi” cui seguì la fondazione del Movimento Nonviolento e, più tardi, della rivista “Azione Nonviolenta”. Nel 1962, a Firenze, costituì la Consulta italiana per la Pace, luogo di incontro delle associazioni e delle personalità operanti per la pace. Capitini fu protagonista anche sul piano religioso, per le critiche che, da credente, rivolse alla Chiesa Cattolica. Ma, soprattutto, per la riflessione sulla nonviolenza e sull’impegno per concretizzarla.

 

a cura del CDMPI - Centro di Documentazione DEL Manifesto Pacifista Internazionale

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